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"Nibbio" - Lago di Bourget (Savoia – Francia)

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Nibbio
Focke Wulf 58 C "Weihe" (Nibbio) – Lago di Bourget (Savoia – Francia)


L’aeroporto di Bron (Francia) passò sotto il controllo tedesco durante la notte da 26 a 27 novembre 1942 e venne destinato a sede della Quarta Scuola di Radionavigazione (appartenente alla Terza Flottiglia Aerea tedesca); i giovani studenti venivano addestrati  per diventare operatori radio degli squadroni da bombardamento della Luftwaffe sui Focke Wulf 58 C "Weihe".


Il Focke Wulf 58 C "Weihe" era  un aereo polivalente in quanto era stato progettato per poter assolvere diversi compiti tra i quali il trasporto merce, il trasporto feriti ed aereo scuola.
Era lungo 14m, aveva un’apertura alare di 21m, era motorizzato con due Argus AS V-8 da 240Cv che gli permettevano di raggiungere i 280Km/h; aveva un’autonomia di circa 1.600Km.









Il Focke Wulf 58 C del Lago di Bourget decollò da Bron alle ore 13:15 di martedì 30 Marzo 1943 con quattro uomini a bordo. Si diresse verso le Alpi, sorvolò la città di Châtillon Chindrieux e dopo circa 40 minuti di volo si accinse a ritornare alla base sorvolando il lago in direzione nord-sud.
Quello era l'ultimo giorno di insegnamento di uno studente e vi era l’usanza (non autorizzata) di eseguire un volo radente sopraa il lago.
Sebbene questa manovra non fosse consentita, il pilota istruttore, Ernst Chronz, fece picchiare il proprio aereo.
Per qualche ragione sconosciuta (forse per l’effetto “specchio” che non consente di stimare correttamente le distanze) l'aereo colpì la superficie dell'acqua e si inabissò.
Nell’incidente perirono il pilota, Ernst Chronz, ed uno studente (il caporale Kurt Becker). Il 2 ° studente, Rudolph Schiere, ed il  radio-operatore, caporale Otto Steinbach, scamparono miracolosamente sia all’incidente sia all’ipotermia dovuta alle gelide acque del lago (in quel periodo dell’anno, la temperatura dell’acqua non supera i 3°C).

Il relitto, oggi, si trova in perfetto stato di conservazione in posizione quasi verticale (in quanto è impiantato col muso nel fango del fondo) ad una profondità di circa 108m.


Si ringrazia sentitamente Giovanni Paulli per aver fornito e
permesso di pubblicare questo disegno

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