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"Marcella" - Deiva Marina (SP)

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Marcella

MARCELLA – UJ-2210

Il Marcella fu costruito nel 1932 per la Societè de Pescherie à Vapeur d’Arcachon dai cantieri di Saint Nazaire.
Varato il 28 dicembre 1932, il Marcella era, all’epoca, uno dei più grossi e moderni pescherecci a strascico d’altura al Mondo: lungo 63,30m, largo 10,50m dislocava 2.340t, aveva un equipaggio di 50 uomini ed era dotato di un motore diesel a 6 cilindri Burmeister & Wain dalla potenza di 1.000 CV.
Era stato progettato per poter effettuare lunghe battute di pesca in Groenlandia e sui banchi di Terranova: ne poteva condurre due in un anno (della durata persino di 140/150 giorni consecutivi trascorsi in mare).
La Kriegsmarine requisì il Marcella nel 1942 quando si trovava nel porto di Marsiglia e la  trasformò in cacciasommergibili; fu così inserita nella 22° Flottiglia con la sigla di UJ 2210.

Il 27 febbraio 1943, l’UJ 2210 attaccò ed affondò al largo di Capri l’HMS Tigris.

L’HMS Tigris lasciò Malta il 18 febbraio 1943 per una missione di pattugliamento al largo di Napoli; fu visto per l’ultima volta il 24 febbraio alle ore 07.30, a 39 miglia da Capri.
La mattina del 27, l’UJ 2210 in missione di scorta ad un convoglio, a circa sei miglia a Sud Ovest di Capri intercettò il sommergibile e lo attaccò con diversi lanci di bombe di profondità. Fu visto affiorare del carburate e, dopo un quarto lancio di 15 bombe di profondità salì in superficie una enorme bolla d’aria.
Il 6 marzo l’HMS Tigris era atteso ad Algeri, ma non vi fu alcun contatto; il 10 marzo fu dato per disperso.

Fu nella notte tra il 27 ed il 28 maggio 1944 che l’UJ 2210 trovò la propria fine.
Impegnato in una operazione di scorta ad un convoglio diretto da La Spezia a Genova, al largo di Deiva Marina, l’UJ fu intercettato ed attaccato da motosiluranti americane della classe Elco 80.

Le motosiluranti della classe Elco 80 erano lunghe 80 piedi (28,56m), larghe 20,8 piedi (7,38 m), dislocavano 51t ed avevano un pescaggio di 5,3 piedi (1,87m). Equipaggio di 2 ufficiali e 9 marinai. Erano dotate di tre motori a benzina da 1.350cv che permettevano loro di raggiungere una velocità di 43 nodi.
Intercettato da quattro o cinque motosiluranti, l’UJ 2210 fu colpito da uno o due siluri che ne causarono l’immediato affondamento.
Il relitto giace in una posizione alquanto particolare e spettacolare: lo spezzone di prua (lungo circa 25m) è infatti quasi verticale ed è appoggiato al resto della nave che è coricata sul fianco sinistro.  La visibilità è spesso pessima sul troncone di poppa a causa del fondale fangoso; bisogna prestare particolare attenzione a tutti gli spezzoni di reti ed alle lenze impigliati al relitto.
La poppa giace a circa 68m di profondità mentre la prua arriva a circa -42m.

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